Emofobia mi ha agganciata subito per lo stile: adoro i capitoli corti, ma soprattutto adoro la voce contrastante dei protagonisti.
La dinamica parte da una situazione assurda e paradossale: Xis è un alieno di un altra dimensione incaricato di rapire Iris, ma per lui le emozioni di lei sono tossiche e ha un mancamento. Per un fortunato equivoco, Iris crede che sia un amico della coinquilina e finisce per ospitarlo a casa sua come se fosse un disperato un po’ scemo. E da lì parte una bellissima commedia degli equivoci, anche con il trope della “forced proximity” causato dalla convivenza forzata. Questa però è solo la prima parte della storia, la seconda invece si svolge nella dimensione di Xis e shifta invece sul fantasy più classico
Mi piace molto il contrasto tra i due: Xis più serio, cupo, controllato; Iris più positiva, ma con un modo di fare scoglionato e irriverente che la rende subito simpatica. E l’amico di lei al telefono che shippa è uno di noi. Il sistema magico di Xis e della sua dimensione è interessante, basato sul controllo delle emozioni che diventano sia fonti di energia che armi contro i nemici ma, allo stesso tempo, vengono ritenute pericolose. Un messaggio abbastanza chiaro sul rapporto ambivalente che abbiamo anche noi con le emozioni più eccessive.
Emofobia, oltre a essere un portal fantasy verso una dimensione aliena, è indubbiamente un fantasy romance, con una struttura anche abbastanza classica.
Il fantasy romance non si definisce da quante volte si baciano ma è strutturale. Il conflitto più importante è quello tra Xis e Iris, che partono ai poli opposti e, grazie alla relazione, finiscono per avvicinarsi. Soprattutto Xis ha l’evoluzione maggiore: parte con il rifiutare le sue emozioni, è concentrato solo sulla sua missione, ma arriva a rinnegare tutte le sue certezze grazie al sentimento nascente. Persino i conflitti con gli altri personaggi hanno una sfumatura romantica, con Xis che ricorda le disgrazie della sua ex e il cattivo di turno che è una sorta di rivale in amore (anche se non proprio, è più complicato di come sempra)
Per cui, se vi è piaciuto emofobia siete pronti per leggere la maggior parte dei fantasy romance, mentre se invece di solito avete timore del romance, la parte fantasy secondo me è più che sufficiente per accontentarvi. Forse sarebbe anche il caso di non fissarsi troppo coi sottogeneri e scegliere in base alla trama e a cosa dice la storia.
Il romanzo è parte di una serie, ma l’ho percepito come abbastanza autoconclusivo, rimangono delle questioni in sospeso ma meglio così potremmo continuare a memare.