Può una persona “buona” diventare “cattivo”? Se un ragazzo dall’animo puro riceve un potere oscuro e mortale, sarà lui a governarlo o si farà corrompere da esso?
Abbiamo conosciuto Edward nel primo libro come una persona dolce e un love interest golden retriever che farebbe di tutto per la sua Ambrosine. Ora lo vediamo a capo dei Nox, una organizzazione che ha un obiettivo distruttivo anche se sostengono sia per una ragione nobile. Hanno ragione loro? Oppure sono solo dei terroristi?
Sono le scelte di Edward che lo rendono quello che è. Decide lui di chi fidarsi e soprattutto gente come Leda o Natalia gli mettono in testa strane idee. Ma contribuiscono anche i suoi nemici. Edward vorrebbe trattare, evitare perdite inutili, ma i suoi avversari continuano a trattarlo come un mostro da uccidere o da mettere al guinzaglio. E’ anche la società a creare i mostri.
Il personaggio è ispirato a Paul Atreides di Dune, ma la trovata geniale secondo me è che questa volta invece di essere il messia è un signore oscuro, ma non l’ha capito. Pensa ancora di essere lui l’unico a poter portare la pace nel Kosmo.
Il suo arco tragico mi è piaciuto veramente tanto, perché da sempre tifo per i morally grey, i villain e i personaggi “corrotti”.
Il centro della scena lo occupa Edward e si guadagna la copertina. Ambrosine, invece, all’inizio è costretta a rinnegarlo per sopravvivenza, ma poi quando si riuniscono deve scegliere se rimanere al suo fianco nel piano suicida oppure voltargli le spalle. Finalmente la trama romance va in conflitto con le altre, mentre nel primo non c’erano poi tutti sti problemi tra loro.
Lo spicy che aspettavamo diventa inevitabile, e mi ha stupito in positivo. Ambrosine non lascia che sia solo Edward a “comandare” ma si prende quello che merita. Tra una ventina di romance che ho letto ultimamente, forse Ambrosine è l’unica protagonista femminile che non rimane passiva e mantiene le promesse del suo carattere anche in camera da letto.
Dei personaggi nuovi ho adorato Natalia, incarnazione stellare di una Pulsar, psicopatica e dissociata ma datemi pg fuori di testa e sono contenta. Raijin, signore di Saturno, è sicuramente un signore planetario migliore di Silas, nonostante tutto, mentre altri personaggi con ruolo politico li ho trovati un po’ troppo diretti e inclini all’insulto per essere dei politici.
L’ambientazione “giappone futuristico” di Saturno, da giappofila non può che entrare nelle mie preferenze e mi fa incuriosire sugli altri pianeti. Quello di Damaris mi pare sarà sullo stile mille e una notte e non vedo l’ora.
Ho trovato molto belle anche le battaglie a colpi di magia stellare/planetaria che sono un’infinità e più dettagliate rispetto al primo libro, nonché gli intrighi politici alla Game of thrones, per cui tutta la serie la trovo adatta anche a chi ama i romanzi di azione e non legge romance.