Oggi ti parlo dell’Esule dei Vulcani, scritto da Laura Seegard per Acheron. E’ il secondo della serie di “Cronache di palazzo di lava”, per cui, se non lo hai ancora letto, recupera il Principe dei Vulcani.
Tra parentesi, ero anche tra i beta reader di questo libro ma ancora non lo avevo recensito, sono una brutta persona.
Il romanzo è ambientato in un mondo fantastico che ricorda il rinascimento italiano, con intrighi di corte alla game of thrones e ambientazioni desertiche stile Mille e una notte. Segue il punto di vista di Valerio e di altri quattro protagonisti, che cercano di fare la differenza in un mondo in cui è in corso la lotta per il trono.
Valerio, anche se messo male fisicamente e moralmente è sempre pro attivo e tutta la trama è dovuta alle sue scelte. Secondo me in questo libro dimostra di non essere più viziato e vanesio, si mobilita per salvare i più deboli ed è pronto per diventare re.
Beatrice è un personaggio pieno di risorse e molto enigmatica. In mezzo a personaggi depressi incarna il seme imprevedibile della follia. Sarà colpa della perla del buio o era così dalla nascita? Il legame con Val è così morboso da sembrare quasi romantico, chissà se ci sarà una svolta Lannister in questa storia.
Amata fa una grande crescita, riuscendo almeno in parte a liberarsi dalla dipendenza dal padre. Ha anche una fase di rifiuto della sua bellezza, come se la vedesse artefice del suo male, ma spero che riesca a fare pace con il proprio corpo.
Mentre tutti gli altri evolvono, Saetta involve, ed è giusto così, non tutti riescono a essere eroici a questo mondo. E’ diventata guerriera come voleva, le si presentano occasioni irripetibili davanti agli occhi, eppure non riesce a pensare ad altro che a quello che le manca. Sono curiosa di capire cosa combinerà nel terzo, se il lato oscuro avrà il sopravvento o se avrà la sua rivincita.
Il nuovo antagonista, Brando, secondo me è il sexy villain che ci meritiamo.

Inutile dire che ho adorato l’ambientazione prevalentemente desertica di questo libro. Anche la scelta dei nomi di alcune città, come Pietrapersa che dà l’idea di posto pieno di sfiga. L’universo di Valerio si allarga rispetto al claustrofobico palazzo di Lava.
Come avevo già previsto, la magia questa volta è preponderante. Finalmente i protagonisti utilizzano le pietre ricavate dai demoni in mille modi e capiamo il loro funzionamento. Ciascuna pietra è associata a un senso, ad esempio la Felce dei Bardi all’udito, il Granato all’odorato e la perla del buio alla vista. Hanno un prezzo per essere usate, rischiano di debilitare il senso collegato oppure la mente. Però la cosa che più mi ha stupito è che ogni protagonista le utilizza in modo diverso, ad esempio la felce dei bardi viene usata sia per sentire meglio che per combattere con uno strumento musicale.
In definitiva, serie consigliatissima.