Ticinum, 774 d.c. La nebbia che tramuta i peccatori in mostri si è intensificata e il Ticino ha smesso di traghettare le anime all’inferno.
Adelca è una Custode, una guerriera che usa la spada scramasax Ira Dei e i versetti della bibbia per blastare i mostri del peccato. Dovrà scoprire chi sta minando la sicurezza della città ma potrebbe contribuire a peggiorare tutto nel frattempo.
Libro letto in anteprima come beta reader
Al posto del classico protagonista testosteronico alla berserk, abbiamo una protagonista sotto allucinogeni pesantissimi e con le ovaie che girano come eliche. Il sentimento che la domina è la rabbia in tutte le sue forme.
Adelca ha ragione di essere arrabbiata con il mondo, ha poteri ma è una pedina nelle mani dei santi e dei potenti di turno, un passato di tortura che l’ha lasciata psicolabile e preda di allucinazioni, e non può fidarsi di nessuno, forse neanche della sua fidanzata Wisengarda, custode come lei. Il suo destino sembra segnato fin dall’inizio, o crepare male per qualche mostro, o crepare malissimo per via di qualche complotto dei potenti. Per cui decide di prendere in mano la situazione e portare a morire con se quanta più gente possibile.
Mi sono piaciuti molto i mostri del peccato, esseri umani che assumono connotati mostruosi per colpa della nebbia malefica di Ticinum (a ricordarci che l’ambientazione è la pianura padana) e che hanno forme diverse in base al peccato principale di cui si sono macchiati. I miei preferiti sono gli infanti maledetti, bambini non battezzati che mordono alla giugulare, sembrano la versione dark dei paciocchini. I santi, invece, li ho trovati più inquietanti. In questa ambientazione, nonostante siano morti, i loro spiriti vivono tra gli esseri umani con poteri superiori e dettano legge.
La sottotrama romance con le sue montagne russe emotive mi è piaciuta molto, anche di più di alcuni romance. Wisengarda resta una figura indipendente e antagonista che spinge Adelca a maturare (o a peggiorare), non è lì solo per fare da supporter o per subire violenze. E comunque viva lo spicy lesbo.
Il libro a tratti sembra un survival horror, sopravvivere sembra impossibile. Certe volte ho pensato che fosse impossibile stare peggio di così ma Adelca riesce sempre a cacciarsi in guai peggiori e i pochi spiragli di salvezza sono illusioni. Forse un difetto è che il lettore potrebbe presto perdere la speranza in un finale soddisfacente (positivo impossibile xD) mentre invece vi assicuro che il finale mi è piaciuto ed è in linea con il tono del libro, un delirio di onnipotenza/trip acido.