Oggi parliamo di un fantasy orientale che ho letto qualche giorno prima della sua uscita con molto piacere,

Titolo: Notti di rugiada
Autore: Giulia Esse
Genere: fantasy orientale

Trama: Yun e Ruo sono sorelle, uniche superstiti della strage commessa dal cancelliere Bai Meng. Consumate dal desiderio di vendetta Yun e Ruo consacrano la propria vita a un solo obiettivo: uccidere il cancelliere e la strega affinché le anime delle vittime possano reincarnarsi. Per farlo prendono strade diverse: Yun, abile cortigiana, entra nella città di Gu per diventare un’adepta della magia nera che le permetterà di avvicinarsi alla strega; Ruo, adottata da una casata nobile, sposerà con un trucco il figlio del cancelliere. Quando si troveranno coinvolte nella guerra tra streghe e uomini, dovranno compiere una scelta: lottare fianco a fianco in memoria del loro passato o diventare nemiche per difendere il loro presente.

Recensione

Avevo già letto Fuoco sotto la terra, ottimo libro della stessa autrice ma con qualche difetto che andava a rallentare la lettura. Posso dire che invece Notti di Rugiada da questo punto di vista è molto meglio: la trama scorre senza punti morti, le descrizioni sono ricche ma non appesantiscono, le frasi sono fluide. Giulia è una scrittrice che ascolta i consigli con umiltà e impara ad ogni libro, e questo senz’altro le fa onore.

In un luogo fantastico ispirato alla Cina due storyline si intrecciano, narrate in terza persona al passato:
Yun è in cerca di vendetta per la morte di suo padre e vuole eliminare i responsabili: il cancelliere e la strega di Gu. Per farlo decide di diventare strega. Aiutata da un ragazzo, Chou, riesce a penetrare nella città di Gu, dimora delle streghe. Si alternano il suo punto di vista e quello di Chou.
Nella seconda storyline Ruo, sorella di Yue, insegue anche lei la vendetta per il padre ma con altri mezzi: cerca di diventare moglie del figlio del cancelliere, Shuren, per ammazzare il cancelliere alla prima occasione. Si alternano il suo punto di vista e quello di Shuren stesso

Oltre a queste, una terza storyline minore narra vicende del passato che portarono alla guerra tra le streghe e gli uomini. Anche qui due punti di vista, uno maschile e uno femminile (non dico chi sono per spoiler) La loro caratteristica è che parlano in prima persona. Al principio non avevo capito questa scelta, invece pensandoci si adatta perfettamente perché, essendo su un piano temporale diverso, cambiare il tipo di narratore aiuta a staccare dalla vicenda principale.

Mi è piaciuto molto che il percorso delle due sorelle sia completamente diverso. Yun ha un ruolo più combattivo e di azione, con molta sofferenza ma anche molto “empowerment”. La magia Gu è duplice: è sia considerata malvagia a prescindere (il gu è un veleno ricavato da animali morti in modo cruento) sia è una forma di liberazione per le donne che, diventando streghe, non devono più sottostare a padri e mariti. La città di Gu stessa l’ho vista sia come luogo di isolamento che come un rifugio, un posto dove chiunque può essere ciò vuole.
Ruo invece ha un ruolo più tattico e “politico”: deve farsi strada nella corte di Shuren e superare gli ostacoli di mogli e favorite e di chi trama contro di lei.
Entrambe si trovano però ad avere lo stesso problema: si fingono ciò che non sono ma la finzione che si sono scelte incomincia a piacere di più della realtà: Ruo si sente attratta da Shuren, mentre per Yun essere strega non è poi così male. La vendetta è davvero così importante da sacrificare la loro nuova vita? (Nota personale: più volte ho pensato “ma pensate a campare che state così bene, che ve ne frega della vendetta xD”)
Sulla carta avrei preferito Yun, la sorella più combattiva, però alla fine mi sono ritrovata a preferire Ruo, forse per la sua dolcezza sincera, non svenevole e stereotipata come tante eroine romance, per la sua intelligenza tattica e anche perché alla fine fa scelte più sensate.

Come in “Fuoco sotto la terra” la caratteristica principale che salta all’occhio è la caratterizzazione minuziosa dell’ambientazione, in questo caso cinese. Mandorli ovunque, liuti, vestiti tipici, tè al fiore di loto come se piovesse. Un mondo questa volta in cui la componente fantasy è molto preponderante, visto che tutti i protagonisti o usano la magia Gu oppure si difendono da essa attraverso intrugli e zenzero. Sento quindi di consigliarlo sia agli amanti del fantasy sia a chi ama le ambientazioni orientali.

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