Oggi è una recensione speciale, perché ho partecipato come beta reader e sono anche nei ringraziamenti come “quella che è stata mandata al manicomio”. Invisibili è il terzo libro della saga umoristica di Suellen Regys, che vi consiglio di recuperare.

Titolo: Invisibili
Autore: Suellen Regys
Genere: urban fantasy romance umoristico

Trama: Cosa fanno un impresario immobiliare, una marmotta e una sex doll nella stessa storia?
E perché San Giorgio è così arrabbiato con uno di loro?
Si torna a Baratol City, tra vecchi e nuovi personaggi, pronti a scoprire nuovi misteri e a svelarne alcuni molto antichi.

 

Recensione

Premetto che non è vero che il beta reader è di parte nella recensione, anzi di solito è quello che vede i panni sporchi e quindi potrebbe rivelarsi più critico del lettore finale.
Suellen Regys utilizza l’approccio del discover writer: crea dei personaggi iper caratterizzati, li butta dentro a una situazione scomoda e fa decidere a loro come mandare avanti la storia (a quei pazzi sconclusionati lì? Sì proprio a loro). Secondo me pochi ci riescono perché il grande rischio è che la storia non vada da nessuna parte. Invece in questo caso è stato bello vedere dall’inizio personaggi che nascono dal nulla, leggere metà romanzo senza avere la più pallida idea di come finirà (e neanche l’autrice ce l’aveva, maledetta), arrivare al finale e scoprire che tutto torna.

Come per i precedenti libri, la caratteristica principale è l’umorismo che si gioca sul contrasto tra personaggi molto diversi che si insultano e se le combinano di tutte reciprocamente, però in questo caso invece di una coppia abbiamo un trio. Alain è un imprenditore immobiliare ricco e viziato, dalla lingua tagliente pronta a giudicare la “poraccità” e la mancanza di gusto altrui. Gillian è una sua ex compagna di liceo povera e cicciottella, ma orgogliosa di quel poco che è riuscita a ottenere nella vita. Darwin è un operaio bonaccione e anche un po’ credulone che vive con Gillian. Proviene da un non ben specificato paese straniero e le sue usanze strampalate e il suo accento sono fonte di continui tormentoni.

Alain all’inizio del romanzo viene aggredito da un sicario mutaforma e, per salvarsi, all’improvviso diventa invisibile e anche impalpabile, non riesce neanche a tenere in mano una bottiglia d’acqua. Solamente con la presenza di Gillian riesce di nuovo ad afferrare oggetti, a bere e mangiare.
La convivenza forzata dei tre a casa di Gillian, con Alain che approfitta in tutti i modi del suo potere invisibile per giocare scherzi agli altri, Darwin che crede a tutto e Gillian che tenta di vendicarsi sono la fonte principale di risate. A rendere meno divertente la questione c’è la minaccia continua del sicario mutaforma, che tenta in tutti i modi di uccidere Alain. Ad un certo punto interverranno anche Doreen e il ladro, i protagonisti degli altri libri, che saranno determinanti nel risolvere la faccenda.

Ma questo libro non è solo risate. Mi ha colpito molto il tema profondo facilmente individuabile fin dal titolo: l’invisibilità che non è solo quella fisica del protagonista, ma anche metaforica e investe tutto il trio dei personaggi principali. Alain è ricco da far schifo ma non ha amici, è invisibile perfino alla propria madre che non tenta di contattarlo neanche per il compleanno. Gillian è stata invisibile a scuola dove veniva ignorata perché rotondetta e povera, ed è stata vittima di bullismo. Anche nel suo lavoro attuale di mascotte marmotta viene evitata il più possibile dai passanti. Darwin è straniero e per un periodo della sua vita è stato invisibile per lo stato che non gli riconosceva diritti. Prima di riuscire a controllare l’invisibilità fisica di Alain, i protagonisti dovranno risolvere i loro problemi di invisibilità dell’animo. Come faranno? Lo scoprirete solo leggendo e forse potrete sentirvi meno invisibili anche voi.

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