Venghino signori venghino, venite a scoprire il vostro numero fortunato in questa raccolta di racconti ispirata alla smorfia napoletana. Quale sarà il vostro racconto/numero preferito? Per me, 76 la fontana e 48 morto che parla, vado a giocarmeli.

Titolo: Un altro giro di smorfia Vol 1.
Autore: Tania Dejoannon
Genere: romanzo storico

Trama: Un altro giro di smorfia è una raccolta di racconti ispirati alla smorfia napoletana. Dalle creature marine ai luoghi stregati della Svezia, dai vampiri alle macabre conseguenze di misteriosi esperimenti, ci troviamo immersi nella lettura di queste avventure sospese tra incubo e realtà. In Un altro giro di Smorfia potreste scoprire qualche connessione tra voi e il vostro numero fortunato.

Recensione

In questo periodo di quarantena soffro di deficit di attenzione e non riesco a leggere quasi nulla. Sì, proprio ora che ci sarebbe tanto tempo, mainagioia. Questa raccolta di racconti, ispirata alla smorfia napoletana, è stata un toccasana, non ho avuto nessuna difficoltà. Tutti i racconti non perdono tempo, vanno subito al sodo della vicenda e in poche pennellate presentano location e personaggi. Per chi scrive, può essere un insegnamento su come affrontare un racconto breve. Se fatto male, un racconto può risultare frettoloso e incompleto. Se fatto bene, come in questo caso, il racconto si libera dei problemi di costruzione tipici del romanzo: le vicende vengono presentate in media res, i personaggi deflagrano in poche scene e i narratori non ti danno il tempo di entrare che già assestano pugni nello stomaco. Anche il finale spesso viene tagliato e lasciato all’immaginazione del lettore.
A dire la verità, nella mia ignoranza a prima vista pensavo che fossero storie divertenti sul folklore napoletano, invece i racconti hanno in comune un’impronta inquietante, con varie gradazioni dal fantasy onirico all’horror. I punti di vista che si alternano sono molto diversi tra loro, sia per genere (uomini o donne) sia per tipo di narrazione (prima o terza persona)

Il Matto (‘O Pazzo): un ragazzo assiste un amico in coma da anni e ne condivide le visioni attraverso i sogni. Mi piace perché, anche dopo aver letto il racconto, ci sono dei punti oscuri che sono lasciati all’immaginazione del lettore.
Il Carcere (‘E Ccancelle): un vampiro in prigione è tormentato dai dubbi sulla sua creatrice e amante. Forse il più fantasy di tutti, e anche molto sensuale.
L’Ubriaco (‘O Mbriaco) : una donna dipendente dall’alcol inizia ad avere strane visioni nel bar che frequenta. L’ho trovata un’ottima metafora dell’alcolismo.
Si lamenta (Se Lamenta) : due donne devono sopravvivere in un’ isola deserta, per colpa di un crudele esperimento sociale. Su questo non mi pronuncio perché qualsiasi cosa dico spoilero, però il finale forse è too much per me xD.
La Mano ( ‘A Mano): Dave evita il contatto fisico con tutti per colpa di un potere magico che è quasi una maledizione. Finché non conosce una ragazza…
Anche questo racconto è scritto molto bene ed è immersivo nonostante si svolga in varie giornate. Il finale forse mi ha un po’ confuso, come spesso mi accade con i racconti che parlano di predizioni, ma va bene così.
Il morto che parla (‘O Muorto che pparla): una ragazza racconta com’è diventata una “morta che parla”. Uno dei miei preferiti perché la narratrice è molto spigliata e sarcastica e, anche se le vicende sono inquietanti, il suo punto di vista rende il racconto divertente.
La Meraviglia (‘A Maraviglia): un giovane pescatore nel mar Ionio viene in contatto con una strana creatura acquatica. Non dico perché, ma mi ha riportato la mente alla mitologia greca.
Le gambe delle donne (‘E ccosc’ d’ ‘e ffemmn): un uomo col fetish delle gambe (xD) gira il mondo alla ricerca delle gambe perfette. L’unico senza elementi fantasy o distopici. Il punto di vista da feticista mi ha fatto sorridere xD.
La Bambina (‘A Piccerella): Una ragazza in vacanza in Svezia si ritrova a dormire in una casa piena di presenze sovrannaturali. Questo sulla carta poteva essere il migliore, permetteva di fare un viaggio in Svezia in tempo di quarantena, ma le descrizioni dei vari luoghi erano troppo raccontate, come fossero foto delle vacanze. Si poteva condensare di più.
La Caduta (‘A Caruta): In un futuro prossimo Madison, per poter combattere, assume una strana droga che la trascina in un sogno da cui è difficile risvegliarsi. Nonostante sia un racconto onirico, l’ho trovato molto più immersivo e realistico del precedente, a dimostrazione che non è il tipo di racconto a decidere la narrazione.
La Fontana (‘A Funtana): Una setta di esorcisti opera a Torino. Un esorcista esperto deve preparare il suo allievo all’iniziazione. Il mio preferito in assoluto. Per la cura con cui vengono descritti sette, magie e esorcismi, e per lo sfondo della Torino patria della magia, meritava un romanzo a parte.

Nell’introduzione, l’autrice afferma di voler fare un racconto per ogni numero della smorfia. Non possiamo che augurarle con tutto il cuore che ci riesca. Visti gli altri, chissà come potrà essere 90 la paura.

Dove ho letto questo libro

Angolo dedicato ai posti strani in cui leggo.

Su una panchina (quando ancora si poteva uscire), sul balcone, in pausa pranzo, seduta sullo scalino del giardino condominiale. Proprio per la sua natura, la raccolta si presta a essere letta ovunque un po’ alla volta, come fosse una scatola di cioccolatini dell’avvento. Il paragone per me non vale, visto che se avessi dei cioccolatini tenderei a mangiarli tutti xD.

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