Questa puntata è come quando prendi 18 a un esame: non sai perché, non sai se te lo meritavi ma sei euforico perchè te lo sei levato dai coglioni.
All’inizio dieci minuti di Tyrion che cammina impotente per le strade di Pompei e fa rilievi archeologici nella fortezza rossa. Scopre che Jaime e Cersei sono morti come gli scemi sotto il crollo di alcuni mattoni mentre bastava loro spostarsi un metro più in là. E giù lacrime, ma è stato lui a dirgli di scappare da lì.
Verme Grigio sta eliminando gli ultimi soldati Lannister per ordine di Daenerys. Sì, abbiamo capito, Dany è cattiva, ci manca solo la mettano a uccidere gattini. Jon va da Dany per protestare.

Visto che non avevamo capito quanto fosse kattiwa, Dany sembra per un attimo avere le ali da vampiro, ma no è un effetto ottico, è solo il drago dietro. La Khaleesi osserva orgogliosa le truppe moltiplicate per mille con Photoshop (ma non erano morti quasi tutti a Grande Inverno?). I dothraki agitano falci che mi hanno ricordato il comunismo. Parte un’ arringa alla folla in Valiriano: la guerra non si fermerà lì, deve liberare il mondo da tutti i tiranni. Sembra un po’ il discorso dell’America di esportare la democrazia con le bombe. Tyrion non ci sta e butta via la spilla di Mano del Re come fosse un piatto di Masterchef. Finalmente ha fatto una cosa sensata e infatti viene incarcerato un secondo dopo.

Jon assiste impotente a quella follia, poi incontra Arya che non farà un cz per il resto della puntata. Non so se serviva per depistare lo spettatore, ma praticamente la scorsa puntata Arya si è fatta un giro in mezzo alla città che esplodeva per niente.
Jon va a trovare Tyrion nelle segrete. Il nanetto cerca di convincerlo che Dany è pazza, che QUALCOSA va fatto contro di lei e Jon è l’unico che può farlo, anche se la ama. Ammette di essere stato anche lui offuscato dall’amore per Daenerys, ma ora che si è liberato dall’influenza del triangolo, sembra tornato il Tyrion di un tempo, con ragionamenti che hanno un capo e una coda. Jon risponde con “She’s my queen”. Praticamente nel copione di Kit Harington metà delle battute sono “She’s my queen“ e varianti. Anche lui si è rubato lo stipendio di 1 milione a puntata, assieme a Cersei che ha avuto solo scene affacciata alla finestra.
Un momento di tenerezza per il drago che si nasconde sotto la cenere/neve, poi passiamo alle cose serie. Jon trova Dany davanti al trono, senza neanche una guardia a difenderla, mentre forse sta pensando come riarredare gli interni distrutti. Lui ci prova a darle una possibilità, a farla ragionare su Tyrion e sui bambini abbrustoliti, ma niente, lei continua a parlare delle cagate che gli raccontava il fratello da piccola (sì quello che lei ha ucciso con oro fuso in faccia) e di come il suo mondo sarà bello e giusto. Con un bacio da vero uomo Jon riesce a farla tacere, ma purtroppo oltre a un metro di lingua le infila anche 20 centimetri d’acciaio in petto. Devo dire la verità, per un attimo ho temuto che Jon sarebbe passato dalla sua parte (e forse sarebbe stato un bad ending interessante) ma ormai il destino di quest’uomo è uccidere tutte le donne che ama.
Drogon ci resta veramente male. Gli hanno ucciso la mamma, poveretto, ma per fortuna invece di prendersela con Jon riduce in cenere l’unico responsabile di 8 stagioni di intrighi, raggiri e mazzate alla cecata: il trono di spade.

Qualche settimana dopo. Jon è prigioniero di Verme Grigio e Tyrion viene convocato dal concilio dei lord di Westeros. Per decidere del destino di Jon, i lord e le lady devono eleggere un nuovo Re. Iniziano con la gara a chi la spara più grossa. Edmure Tully si propone, ma Sansa gli dice “Zio, siediti che è meglio”. Sam suggerisce di instaurare la democrazia ma gli ridono in faccia. Tyrion candida Bran, perchè “il vero motore che unisce le persone sono le storie e Bran le conosce tutte”. Al che aspetti che ridano in faccia pure a lui, ma no, gli danno ragione! E Bran acconsente, lui sapeva tutto, era arrivato fin lì solo per quello!
Scusate, fermi un attimo, ma perché? Cioè, sapevamo che sarebbe finita con una figura neutrale, ma perchè proprio lui? Magari nei libri avrà un senso, ma finora ce l’hanno presentato come un cocainomane stalker, che ha grandissimi poteri ma non li usa e la sua sconcertante rivelazione di Aegon/Jon non è servita a una beata minchia se non a mettere zizzania (ma forse è proprio quello che voleva).


Sansa ne approfitta per chiedere la secessione della Padania e Tyrion ottiene di nuovo di essere la mano del re, a forza.
Jon, invece, viene condannato a tornare Guardiano della Notte. Praticamente è quello che ha perso di più da tutta questa storia, è l’unico che ha fatto la cosa giusta ma è quello che paga per tutti. Però mi piace perché è un finale che ricorda il Signore degli Anelli: l’eroe alla fine dell’avventura finisce in esilio per purificarsi.

Il primo concilio di Westeros sembra il governo italiano, basta che uno abbia piantato un albero una volta che si ritrova Ministro dell’Agricoltura. Sam diventa gran Maestro e consegna a Tyrion un riassunto delle otto stagioni intitolato A Song of Ice and Fire. Per coerenza doveva essere Game of Thrones. Brienne è il capo delle Guardie Reali, Davos ministro delle Navi e Bronn è Lord di Alto Giardino nonchè Maestro di Conio. Sì, uno che sa a stento la tabellina del due. Propone anche di destinare denaro alle mignotte, mi ricorda un certo Silvio.

Brienne, oltre a rimanere quasi vergine a vita come guardia reale, aggiorna la pagina di Jaime sul libro dei cavalieri con tutte le sue gesta, riabilitandolo agli occhi dei posteri. Tutto bellissimo e commovente finchè non chiude il libro di scatto . Cazzo l’inchiostro, vuoi farlo finire di asciugare?
Sansa, con indosso un vestito splendido, viene incoronata finalmente Regina del Nord, cosa che de facto era almeno da tre stagioni. Arya diventa Arya l’esploratrice e naviga a ovest di Westeros, con quali soldi non si sa (paga tutto Bran?). Jon se ne frega del giuramento dei Guardiani della notte e si unisce ai bruti e al cagnolino Ghost oltre la barriera. Andatevene a fanculo tutti, sembra dire.

E’ stato un bel finale? Sì, devo ammetterlo. Sarà perché viene dritto dritto dagli appunti di Martin, e hanno potuto inserire poche cagate. Lascia l’amaro in bocca però tutta la stagione, che avrebbe potuto essere bella con qualche episodio in più e un medievalista che almeno gli spiegasse che le pietre non prendono fuoco.

Grazie per avermi seguito fin qui in queste recensioni che ho iniziato per scherzo prima di trovarmi gli stalker che me la chiedono dopo ogni episodio. Dico sempre che lo stalking degli autori è la prima forma di amore <3.

Se volete dare un’occhiata a qualcosa di fantasy che ho scritto, in cui si ride abbastanza e in cui NON fa freddo, io questo link ve lo lascio.

AND NOW MY WATCH HAS ENDED

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