Oggi parliamo del romanzo vincitore del festival Giallo Garda, 83500. Visto che non sapevo se fare una recensione o un’intervista, le faccio entrambe, tanto non pago i caratteri.
Un breve riepilogo del romanzo per i disattenti

Titolo: 83500
Editore: Triskell
Autore: Michela Monti
Genere: distopico, giallo, romance
Formato: eBook e cartaceo
Pagine: 296
Prezzo: 5,99 € eBook e 10,20 € cartaceo
Pubblicazione: Febbraio 2018
Sinossi:
ReBurning Prison, carcere di massima sicurezza, anno 2020 circa. Melice Redding è una condannata a morte, ma non ricorda il perché. La causa dell’amnesia è la separazione da sua figlia appena partorita e per questo Mel entra in stato di shock.
Grazie a Gabriel uscirà dalla catatonia e, sempre grazie a lui, avrà la possibilità di tornare indietro, prima che il crimine per cui è condannata venga commesso.
Melice viaggia nel tempo per rivivere il suo passato senza nessun ricordo dell’arresto, senza condizionamenti. Tutto procede regolarmente, fino alla notte di Halloween.

Il libro è sicuramente un giallo sui generis. Non c’è nessun poliziotto, nè serial killer in fuga, ma l’investigatore e l’imputato sono la stessa persona: Melice Redding, costretta ad indagare sul proprio crimine che non ricorda di aver commesso.

Ho trovato l’incipit davvero folgorante, con frasi brevi e taglienti ed è questo che mi ha spinta alla lettura.
Ma quello che mi ha costretta a continuare fino alla fine è stato lui, Gabriel. È il carceriere cyborg di Melice dallo sguardo sadico e dal braccio bionico. Per lei rappresenta tante cose, sia un angelo che le regala sorrisi sornioni, sia un diavolo che la punisce quando non rispetta le regole. È anche un gran figo, non dimentichiamolo. Grazie ai suoi modi irresistibili riesce a strapparla alla rassegnazione del carcere, a restituirle il desiderio di vivere e a convincerla a tornare indietro nel tempo, grazie a una bevanda da ingerire (che, per come è descritta, sembra più una pozione magica che qualcosa di fantascientifico).
Melice torna quindi nel passato senza ricordare nulla e si immerge nella sua vita da studentessa universitaria, accompagnata da Richard,  fidanzato premuroso ma con poco carattere (ma chi sei? E dov’è finito Gabriel?) e Bea, la migliore amica impicciona. Gli sprazzi di “vita normale” che già nascondono le avvisaglie del disastro hanno un ritmo un po’ lento. Alcuni capitoli sembrano stare lì solo perché “servono”, forse era il caso di accorciarli. Ma il ritmo torna sostenuto quando tutte le certezze della protagonista si sgretolano la notte di Halloween. Non vi posso dire cosa succede, ma posso anticipare che una innocente festa in maschera darà il via a una serie di eventi a spirale che porteranno all’evento annunciato, l’omicidio.

Il romanzo deve la sua fortuna di sicuro allo stile scorrevole e al battito cadenzato da 150 BPM, ma quello che nessuno dice è che c’è anche una buona dose di ironia che va a stemperare il grigiore del carcere. Altre autrici avrebbero presentato la protagonista depressa e mainagioia e lui bel tenebroso, invece Mel non lesina frecciatine argute al suo carceriere e Gab può tenere le scene da solo con le sue battute (potrebbe tenere il romanzo da solo, se vogliamo). Restiamo in attesa del secondo libro, che dovrebbe arrivare nel 2019.

Dove ho letto questo libro

Angolo dedicato ai posti strani in cui leggo.

Ero in vacanza a Malta con altre due amiche ma avevo camera da sola. Trovavo tutte le scuse possibili per uscire in ritardo perché dovevo finire 83500. Missione compiuta ovviamente, e la vacanza era di tre giorni.

Intervista a Michela Monti

Benvenuta Michela, e grazie per l’intervista. Iniziamo dalla domanda più facile: descrivi il tuo libro in parole semplici e esagitate come se fossi una dodicenne in crisi di ormoni (probabilmente fan di Gabriel)
UH, MA NO, MA SEI SERIA? E ADESSO? CIOÈ, DAI, MA CHE STORIA! (gesticolamento selvaggio accompagnato da occhi sgranati) Non so se tu intendessi questo, ma credo renda bene XD.

Più che dodicenne sembra un trip acido ma va bene, andiamo avanti. Se potessi diventare un cyborg cosa sostituiresti? (Contando che dovresti prima asportare l’organo sano)
Se si parla di arti, le gambe. Ciao cellulite. Se si parla anche di organi interni: cervello, occhi e stomaco. Il cervello per dimenticare le mie terribili emicranie, e per evitare i problemi di memoria, gli occhi perché conosco talpe dalla vista più aguzza della mia, lo stomaco per mangiare come una classe di dodicenni e avere il fisico di Heidy Klum. Dato che posso chiedere, chiedo.

Forse faresti prima a diventare un robot. La domanda più stupida che ti hanno fatto sul libro? (Le mie non contano)
Direi che la vittoria va a questa: ti piace scrivere?

Dopo esserti immersa nel mondo giallo del festival Giallo Garda, cosa ne pensi del giallo italiano?
Quello che pensavo anche prima. Che il giallo italiano è presente, vivo, e sempre più libero dai canoni che la tradizione ha sempre mostrato. Poi, mi perdonino i signorini, ci sono un sacco di donne capaci, che scrivono gialli bellissimi.

Qual è il personaggio che più ti ha dato problemi nello scrivere? E’ inutile chiederti qual è stato quello più facile.
Richard. Non posso spiegare perché, o si capirebbe il suo ruolo all’interno della storia, ma senza dubbio Richard. Ho detto Richard, vero?

Non ti preoccupare, odiamo tutti Richard perché può esistere solo Gabriel. Berresti la “pozione” per tornare indietro nel tempo, sperando di cambiare qualcosa?
No, perché le mie scelte mi hanno portata ad essere quella che sono, e vorrei cambiare avvenimenti che purtroppo non posso controllare.

Grazie mille per la disponibilità, Michela. Mi raccomando, tira fuori presto questo secondo volume o ti obbligheremo a scrivere la biografia di Richard.

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