La Lince è tornata in una nuova veste grafica e con un testo ripulito. Inauguro il blog recensioni con un’analisi comparativa delle lame scarlatte vs le lame scarlatte. Chi vincerà?
Ma prima devo fare un riepilogo per chi ancora non conosce il libro di Rob Himmel.

Titolo: Le lame scarlatte
Editore: DZ Edizioni (Dark Zone)
Autore: Rob Himmel
Genere: Low fantasy
Formato: eBook e cartaceo
Pagine: 296
Prezzo: 3,99 € eBook e 12,66 € cartaceo
Pubblicazione: prima versione Ottobre 2017, seconda Ottobre 2018
Sinossi:Quando Lince, il più celebre assassino di Ganderia, fa ritorno nella capitale dopo dieci anni di assenza, gli equilibri di potere vengono infranti. Le otto organizzazioni che gestiscono nell’ombra la vita della città abbandonano il loro torpore e ricominciano a tessere intrighi. Re Nuldest è disposto a qualunque cosa pur di scoprire perché, dopo tutto questo tempo, l’uomo sia ricomparso in città e non esita a mobilitare l’Ordine. E Anguilla non esiterà a rincorrere il suo sogno: divenire il miglior assassino della storia, facendosi un nome sulla pelle di Lince… Persino Regina è pronta a calare le sue carte. Il gioco degli intrighi è cominciato. Chi trionferà?

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Trama

Una trama intricatissima e incalzante, che non ho avuto difficoltà a seguire grazie alla caratterizzazione e alla velocità di scrittura e che costringe il lettore a leggere il libro in pochi giorni per sapere chi sopravviverà.
Inizia a bomba in media res,  con il protagonista, Lince, che spiega a un povero assassino incaricato di ucciderlo (il Furetto) chi è e cosa intende fare. Lince è il miglior assassino di Ganderia, ritiratosi dalla scena per anni, ma decide di tornare nella capitale, Foltorp, per capire chi è che continua a inviargli sicari. Inscena la sua morte affidando le sue lame scarlatte proprio a Furetto. Ma, in una capitale controllata da varie fazioni una contro l’altra, e dove anche i muri hanno le orecchie, il trucco viene presto scoperto e una spirale di intrighi e di violenza getta la città nel caos.
Una nota sulla trama: dalla morte di un certo personaggio è credibile che si scateni una sequela di vendette incrociate, ma prima forse la frenesia delle varie corporazioni non è molto giustificata. Mi domando come a Ganderia non si siano ammazzati tutti tra di loro da tempo visto che basta un cerino acceso per far scoppiare un incendio.
Il sangue però è alleggerito anche da una buona dose di ironia. Nessuno lo fa notare nelle recensioni, ma a me ha fatto morire questo paese in cui nessuno si fa gli affari propri e non fai in tempo ad andare in bagno che già lo sanno tutti. I due personaggi strettamente comici, Lucertola e Furetto, sono anche i miei preferiti.
Mi piace come alla fine tutta la carneficina di questo libro (roba che Martin del Trono di Spade deve solo nascondersi) abbia anche un intento purificatore, un vento di morte che spazza via tutte le persone inutili e lascia spazio alle nuove generazioni.

Personaggi

Millemila personaggi popolano Ganderia, tutti con un carattere ben definito. Ho letto troppi romanzi con gli amici del protagonista che vivono per lui e gli fanno solo da cassa di risonanza, mentre i cattivi non hanno altra ossessione che l’eroe di turno. In questo romanzo ognuno è convinto di essere il protagonista per cui, che sia amico o nemico di Lince, agisce per i propri scopi. Regina, la maîtresse del bordello noto come l’Alveare, è una delle migliori amiche/amanti di Lince ma non esita a usare le informazioni  su di lui per accrescere il suo potere. Irt Millirs, la vecchia fiamma di Lince dotata di grandi poteri magici, è la persona più vicina al protagonista ma in un litigio finisce per usare il suo potere contro di lui in un impeto di rabbia. Immagino una vita di coppia di Lince e Irt Millirs come la versione violenta di Casa Vianello. I “nemici” di Lince non sono poi così interessati a Lince stesso, ma al guadagno in termini di prestigio e potere che la sua sconfitta potrà portare.
in una battaglia dove non conta solo la forza fisica ma anche la strategia, tutti i contendenti sono dei fini manipolatori e si muovono per aumentare il proprio potere. Tutti tranne lui, Furetto, che pensa solo a mangiare, bere e andare a donne ma che riesce a scalare posizioni di potere in modo totalmente casuale, o perché agli occhi delle altre persone sembra controllabile per cui gli concedono molto più di quanto meriti. Anche se la frase in copertina è dedicata a lui (la stupidità uccide più della spada), penso che sia uno dei veri vincitori della storia perché almeno si è goduto la vita mentre gli altri pensavano a complottare.   
Unica nota sui personaggi: sono tanti, tantissimi, forse troppi. Non ho avuto nessuna difficoltà a distinguerli ma mi metto nei panni del lettore da spiaggia che riprende il libro dopo qualche giorno e dice “ma Irt Friviel chi cavolo è?”. Forse valeva la pena tagliare qualche figura minore. Buono che i nomi degli assassini siano animali, aiuta la memorizzazione, i nomi dei “maghi” invece sono un po’ ostici e più facili da confondere.

Le Lame 1.0 vs Le Lame 2.0

A un anno di distanza, in occasione dell’uscita della versione inglese delle lame scarlatte (The Scarlet Blades) la Dark Zone ha preparato una nuova versione del romanzo italiano. Quali sono le differenze tra le due versioni?
Il testo ripulito: sono stati tolti refusi, errori ed eliminate le ripetizioni. Sono andata a controllare perché sono infame, e anche la cosa che mi infastidiva di più è scomparsa: i punti di vista ballerini che nei combattimenti passavano da un pg all’altro. Ora tutto sembra a posto. Prima le lame era una bella ragazza col trucco sbavato, ora è una bella ragazza che si è decisa a fare una seduta di make up. Resta da capire perché non ci sia andata prima dal truccatore…

I nomi dei personaggi: ora tutti i nomi degli assassini sono in italiano mentre prima erano in inglese. Lince, Furetto, Anguilla, Mantide, Orso ecc. Così viene posto di più l’accento sul loro simbolismo animale, e viene anche spiegato che gli assassini acquistano un nome di animale durante il reclutamento, non è colpa delle loro povere madri zoofile. Però i nomi in inglese facevano più figo. Mi sento come a leggere i libri di Harry Potter con i nomi originali: belli sì ma ormai mi ero affezionata ai nomi vecchi.

Scene aggiunte: Sono state aggiunte alcune scene e fornite più spiegazioni in alcuni passaggi. Ad esempio è stata aggiunta una scena tra Irt Millirs e Regina in cui viene chiarito il rapporto tra le due e ribadita la tendenza di Irt Millirs ad andare fuori di zucca al solo sentir parlare di Lince. Non so se ci fosse davvero bisogno di altre spiegazioni, ma purtroppo nello scrivere bisogna sempre adattarsi al lettore con la memoria di un pesce rosso.

La copertina: La vecchia aveva due lame incrociate, la nuova mostra Lince in tutto il suo splendore e scatena l’ormone femminile e l’invidia maschile. Nel libro ha una cinquantina d’anni, se li porta veramente bene. Spezzo una lancia (o una lama) a favore della vecchia cover: magari era più minimal ma rendeva l’idea del vero protagonista della storia e cioè la violenza in tutte le sue forme.

Per chi come me ha il cartaceo della prima versione, peccato che non ci sia un modo per sostituire la vecchia con la nuova (come i fustini del Dixan), o almeno avere una sovracopertina di Lince. Però potete sempre rifilare la vecchia a qualcuno per Natale… Ve l’ho detto che sono infame.

 

 

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2 Replies to “Recensione – Le Lame Scarlatte 2.0 vs 1.0”

  1. Bella recensione! Ho letto la prima versione e Rob mi ha appassionato parecchio, mi ha stregato la sua capacità di creare intrighi fitti e apparentemente insestricabili

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