Sì, facevo l’arrotino all’epoca. Non era proprio il lavoro adatto al mio fisico agile e sottile come le canne dello Yemen, e a quell’aspetto così infantile per la mia età. In pochi credevano di trovarsi davanti un mastro artigiano scorgendo un ragazzetto dai capelli lunghi fino alle spalle, viso delicato, occhi neri sottili e allungati e tre peli di barba in tutto.
Ma da anni affilare lame mi salvava dal dover andare a mendicare agli angoli delle strade, o peggio, dal dover rubare. E poi, diciamo la verità, mi piaceva da morire. Avevo un’inspiegabile fissa per gli oggetti appuntiti.


Yohnna, giovane arrotino figlio di madre ripudiata, sopravvive ad alterne fortune con il suo talento per i pugnali da lancio, la sua furbizia e una certa dose di sarcasmo. Smarrito nel deserto in seguito a una disavventura, in preda alla sete stappa una bottiglia trovata tra due rocce e libera Horèb, il logorroico e malefico Jinn protettore del deserto. Dovrà imparare a convivere con l’abominio che ha liberato perché il Jinn lo perseguiterà a vita con la scusa di un terzo desiderio ancora da esprimere.
Yohnna è un protagonista figlio della cultura araba: orgoglioso, irriverente, sanguigno. E’ il personaggio meno potente del cast ma grazie a un’astuzia diabolica e a un’empatia che gli fa capire al volo le persone, riesce spesso a rovesciare il tavolo in proprio favore. Sfruttando le poche carte che ha in mano contro un avversario mille volte più potente di lui, trascina il Jinn in un gioco in cui i ruoli si scambiano di continuo e, come una partita a scacchi, non è facile capire chi sta vincendo. Il confronto reiterato e costante, alla lunga, porterà alla crescita di entrambi i personaggi.

Frase chiave

Il rispetto devi darlo solo a chi se lo merita.

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